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Il Carnevale

La Barbagia è sempre stata la roccaforte delle tradizioni, è proprio qui che ancora oggi resiste un carnevale diverso da tutti. Il carnevale in Barbagia conserva la liturgia drammatica del sacrificio della vittima 'Su Mortu de Harrasehàre', il morto del carnevale, che a Gavoi viene rappresentato da ''Zizzarrone'', un fantoccio che veniva fatto girare per il paese in groppa ad un asino o sulle spalle di una persona.

Il carnevale inizia con il Giovedì Grasso (jobia lardajola), giorno in cui si tiene 'Sa Sortilla ‘e Tumbarinos', il raduno dei tamburini, in cui una folla immensa di adulti e bambini sfila per le vie del paese con il tipico costume in velluto e con gli altri costumi tradizionali, suonando 'Sos Tumbarinos', strumento arcaico costruito interamente a mano con pelli di capra e asino, ed altri strumenti tradizionali quali zufoli di canna palustre e triangoli di ferro battuto che accompagnano il ballo gavoese.

Da quel giorno si scatenerà l'euforia delle comitive in maschera, creative e spontanee, che dilagheranno nel paese fino al mercoledì delle ceneri.

Per cinque giorni, feste di piazza con musica, balli, maschere, sfilate di carri allegorici e gruppi mascherati fino alla conclusione dei festeggiamenti la sera del martedì grasso, con lo straordinario spettacolo del rogo del Carnevale dove viene bruciato ''Zizzarrone'' insieme a sua moglie ''Marianna Frigonza''.

Un lunghissimo corteo di maschere e folla urlante accompagna ''Zizzarrone'' e ''Marianna Frigonza'' nell'ultimo viaggio che si conclude con il rogo. Con il carbone che rimane dal rogo, il mercoledì mattina i giovani, ''Sos Intinghidores'', faranno il segno della croce sul viso alle persone che incontreranno per strada.

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