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IMU - Imposta Municipale Propria

Cos'è l' IMU

L'IMU (imposta municipale unica o propria) è un'imposta patrimoniale che si applica sulla rendita catastale degli immobili posseduti.

http://www.riscotel.it/calcoloiuc2019/?comune=D947

Chi paga?

I soggetti passivi dell'imposta sono:

  • I proprietari di immobili, inclusi i terreni agricoli e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa;
  • Il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie su tali immobili.

Nel caso di concessione su aree demaniali tenuto al versamento è il concessionario.

Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

Per quali immobili si paga
L'IMU si applica sui fabbricati, comprese le abitazioni principali e relative pertinenze, sulle aree fabbricabili, sui fabbricati rurali e sui terreni agricoli (compresi i terreni incolti e gli orticelli).

Il Fabbricato è l'unità immobiliare iscritta o che deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e quella che ne costituisce pertinenza;.

Il Fabbricato di Nuova costruzione è soggetto all'imposta a partire dalla data di ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla data in cui è comunque utilizzato.

L'Area fabbricabile è l'area utilizzabile a scopo edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi ovvero in base alle possibilità effettive di edificazione determinate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennità di espropriazione per pubblica utilità.

Nel caso in cui l'area fabbricabile fosse posseduta da un Agricoltore essa è considerata come non fabbricabile in presenza di entrambi i seguenti requisiti:

  • L'area deve essere condotta da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali iscritti nella previdenza agricola (ai sensi dell'articolo 1 del decreto legislativo 29 marzo 2004, n. 99, è imprenditore agricolo professionale (IAP) colui il quale, in possesso di conoscenze e competenze professionali ai sensi dell'articolo 5 del regolamento (CE) n. 1257/1999 del 17 maggio 1999, del Consiglio, dedichi alle attività agricole di cui all' articolo 2135 del codice civile, direttamente o in qualità di socio di società, almeno il cinquanta per cento del proprio tempo di lavoro complessivo e che ricavi dalle attività medesime almeno il cinquanta per cento del proprio reddito globale da lavoro);
  • Sull'area deve persistere l'utilizzazione agro-silvo-pastorale mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed all'allevamento di animali.

Il Comune, su richiesta del contribuente, fornisce l'attestazione se un'area sita nel proprio territorio è fabbricabile.

Il Terreno agricolo è il terreno adibito all'esercizio di una delle seguenti attività:

  • coltivazione del fondo,
  • silvicoltura,
  • allevamento di animali e attività connesse.

Non sono considerati terreni agricoli i terreni incolti o, comunque, non adibiti all'esercizio delle attività indicate nell'articolo 2135 del Codice Civile oppure i piccoli appezzamenti di terreno i cui frutti sono utilizzati per uso proprio o della famiglia.

All'interno di queste tre categorie di carattere generale il legislatore dispone una specifica disciplina per alcune tipologie di immobili, e precisamente:

  • l'abitazione principale (vedi paragrafo ''L'abitazione principale'');
  • Gli immobili di interesse storico-artistico (vedi paragrafo ''Fabbricati inagibili e inabitabili fabbricati di interesse storico-artistico'');
  • Gli immobili inagibili ed inabitabili (vedi paragrafo ''Fabbricati inagibili e inabitabili fabbricati di interesse storico-artistico''
  • Gli immobili esenti, per i quali non è dovuto alcun versamento (vedi paragrafo ''Immobili esenti'');
L'abitazione principale

Ai sensi dell'art. 13, comma 2, del D.L. 201/2011 l'abitazione principale è l'immobile, iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente.

Per poter considerare un immobile quale abitazione principale occorrono quindi i seguenti due requisiti:

  • la residenza anagrafica
  • la dimora abituale nell'immobile.

Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.

Se quindi, ed a titolo esemplificativo, marito e moglie possedessero nel territorio comunale due immobili e questi due immobili divenissero residenza anagrafica (e dimora abituale) dei due soggetti passivi, le agevolazioni per l'abitazione principale e le relative pertinenze (ovvero aliquota agevolata e detrazione) spetterebbero solo ad uno dei due (con la conseguenza che, per uno dei due immobili, occorrerà versare l'I.M.U. ad aliquota ordinaria e senza detrazione).

Per pertinenze dell'abitazione principale si intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un'unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate, anche se iscritte in catasto unitamente all'unità ad uso abitativo.

Rispetto quindi alla disciplina I.C.I. viene limitata la possibilità di assoggettare le pertinenze al regime di imposta dell'abitazione principale.

Conseguentemente, potranno essere considerate pertinenze:

  • un solo magazzino o locale di deposito (C/2);
  • una sola stalla, scuderia, rimessa ed autorimessa (C/6);
  • una sola tettoia ( chiusa o aperta ) (C/7)

Unità immobiliari possedute da anziani o disabili e iscritti AIRE

Si considera direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta a titolo di proprietà o di usufrutto da anziani o disabili che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari a seguito di ricovero permanente, a condizione che la stessa non risulti locata.

Si considera direttamente adibita ad abitazione principale l'unità immobiliare posseduta dai cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata.

Fabbricati inagibili e inabitabili - Fabbricati di interesse storico artistico

L'art. 13, comma 3, del d.l. 201/2011, come successivamente modificato dal d.l. 16/2012, stabilisce che per i fabbricati di interesse storico o artistico (di cui all'articolo 10 del decreto legislativo 42/2004) ed i fabbricati dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati (limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette condizioni) la base imponibile è ridotta del 50 per cento.

Nel secondo caso, il legislatore stabilisce che il requisito dell'inagibilità/inabilità possa essere integrato a mezzo di accertamento dell'ufficio tecnico comunale (con perizia a carico del proprietario, che allega idonea documentazione alla dichiarazione).

In alternativa, il contribuente ha facoltà di presentare una dichiarazione sostitutiva ai sensi del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, rispetto a quanto previsto dal periodo precedente.

Immobili dati in comodato d'uso a parenti

Art.1803 Codice Civile: 'Il comodato è il contratto col quale una parte consegna all'altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l'obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. - Il comodato è essenzialmente gratuito.'

Comodante è chi dà il bene in comodato - Comodatario è chi riceve il bene in comodato.

Nota Bene: per gli immobili il contratto di comodato va stipulato e registrato in forma scritta presso qualsiasi ufficio dell'Agenzia delle Entrate entro 20 giorni dalla data di sottoscrizione (D.P.R. 131/86, art. 5, del T.U.I.R. - Testo Unico Imposte di Registro).

Con la Legge di stabilità 2016 è stata interamente rivista la gestione dei comodati gratuiti: le impostazioni valide per gli anni precedenti sono completamente eliminate e viene introdotta una sola forma di comodato gratuito per il quale è prevista una riduzione del 50% della base imponibile, analogamente agli immobili storici o inagibili. Infatti all'articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, al comma 3, dove vengono previste le riduzioni di base imponibile per gli immobili storici o inagibili, prima della lettera a) è inserita la seguente lettera:

'a) per le unità immobiliari, fatta eccezione per quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo ai parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale, a condizione che il contratto sia registrato e che il comodante possieda un solo immobile in Italia e risieda anagraficamente nonché dimori abitualmente nello stesso comune in cui è situato l'immobile concesso in comodato; il beneficio si applica anche nel caso in cui il comodante oltre all'immobile concesso in comodato possieda nello stesso comune un altro immobile adibito a propria abitazione principale, ad eccezione delle unità abitative classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9; ai fini dell'applicazione delle disposizioni della presente lettera, il soggetto passivo attesta il possesso dei suddetti requisiti nel modello di dichiarazione di cui all'articolo 9, comma 6, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23»;

La possibilità del comodato gratuito è pertanto limitata a pochi casi:

  • si deve essere proprietari di un solo immobile oppure di 2 immobili,
  • gli immobili devono essere ubicati nello stesso comune e uno dei due deve essere necessariamente abitazione principale del proprietario. Con la condizione che l'immobile (o i due immobili) sia presente nello stesso comune dove il proprietario ha la residenza e la dimora abituale.
  • Il comodato è possibile solo tra figli e genitori. Sono esclusi comodati tra parenti al di fuori del primo grado.
  • Il comodatario deve usare l'immobile in comodato come sua abitazione principale quindi deve avere la residenza e l'abituale dimora nell'immobile avuto in comodato.

Circolare N.1/DF/2016 specifica che per 'immobile' deve intendersi un immobile ad uso abitativo ('laddove la norma richiama in maniera generica l'immobile, la stessa deve intendersi riferita all'immobile ad uso abitativo').
Vanno considerate anche le pertinenze secondo i limiti previsti per l'abitazione principale (massimo 3 pertinenze, una per ogni categoria catastale C2, C6 e C7)

Quindi il possesso di altra tipologia di immobile come un terreno agricolo, un'area edificabile o un capannone non esclude la possibilità di usufruire della riduzione del 50%, purchè gli immobili ad uso abitativo siano massimo 2, entrambi situati nel comune di residenza del proprietario ed uno dei risulti essere abitazione principale del proprietario.

La riduzione si applica anche agli immobili storici che già beneficiano di riduzione del 50% e quindi in caso di comodato gratuito di un immobile storico si avrebbe una base imponibile ridotta al 25%.

Casi di non applicabilità della riduzione:

  • se si possiedono 3 (o più) immobili ad uso abitativo (per intero o in percentuale) non si può applicare la riduzione
  • se i due immobili ad uso abitativo si trovano in due comuni diversi non si può applicare la riduzione
  • se si risiede nel Comune A e l'immobile è situato nel Comune B (diverso dal Comune A) non si può applicare la riduzione
  • se si risiede all'estero non si può applicare la riduzione
  • se l'immobile dato in comodato non viene utilizzato come abitazione principale del comodatario non si può applicare la riduzione
  • se il comodato è tra nonni e nipoti non si può applicare la riduzione

Esenzioni

Ai sensi dell'art. 9, comma 8, del d.lgs. 23/2011 non è dovuto alcun versamento IMU per le seguenti tipologie di immobile:

  • gli immobili posseduti dallo Stato, nonché gli immobili posseduti, nel proprio territorio, dalle regioni, dalle province, dai comuni, dalle comunità montane, dai consorzi fra detti enti, ove non soppressi, dagli enti del servizio sanitario nazionale, destinati esclusivamente a compiti istituzionali;
  • i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie catastali da E/1 a E/9;
  • i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui all'articolo 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;
  • i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto, purché compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della Costituzione, e le loro pertinenze;
  • i fabbricati di proprietà della Santa Sede indicati negli articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11 febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
  • i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle organizzazioni internazionali per i quali è prevista l'esenzione dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi internazionali resi esecutivi in Italia;
  • i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n. 984;
  • gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 87, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente allo svolgimento di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222;
  • i fabbricati rurali ad uso strumentale di cui all'articolo 9, comma 3-bis, del decreto-legge 30 dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133, ubicati nei comuni classificati montani o parzialmente montani di cui all'elenco dei comuni italiani predisposto dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT); le province autonome di Trento e Bolzano possono prevedere che i fabbricati rurali ad uso strumentale siano assoggettati all'imposta municipale propria nel rispetto del limite delle aliquote definite dall'articolo 13 comma 8 del DL 201 del 2011, fermo restando la facoltà di introdurre esenzioni, detrazioni o deduzioni ai sensi dell'articolo 80 del DPR n. 670 del 1972, e successive modificazioni.

Nell'elenco allegato alla Circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 1993 sono indicati i Comuni, suddivisi per provincia di appartenenza, sul cui territorio i terreni agricoli sono esenti; se accanto all'indicazione del Comune non è riportata alcuna annotazione, l'esenzione opera sull'intero territorio comunale. Se, invece, è riportata l'annotazione parzialmente delimitato, sintetizzata con l'acronimo ''PD'', l'esenzione opera limitatamente ad una parte del territorio comunale; in questi casi, per l'esatta individuazione delle zone agevolate, occorre rivolgersi ai competenti uffici comunali.

Nel file allegato in formato sono indicati i Comuni, classificati montani o parzialmente montani dall'Istituto nazionale di statistica (ISTAT), sul cui territorio sono esenti i fabbricati rurali strumentali.

Il comune di Gavoi rientra tra i comuni definiti montani sia dalla Circolare del Ministero delle Finanze n. 3 del 14 giugno 1993, che dall'elenco dei comuni italiani predisposto l'ISTAT. Per questo motivo, salvo successive modifiche, i terreni agricoli e i fabbricati rurali ad uso strumentale ubicati nel Comune di Gavoi non sono soggetti al pagamento dell'IMU.

Quanto si paga

Determinare la base imponibile

Il metodo di determinazione della base imponibile presenta molto analogie con quanto previsto dal previgente regime I.C.I.

Ecco un prospetto riassuntivo dei moltiplicatori dell'Imposta Municipale propria, che vanno applicati alle rendite catastali dal 2012, in relazione a ciascuna tipologia di immobile. Ad essi va aggiunta la rivalutazione del 5% delle stesse rendite, disposta dal 1° gennaio 1997 dall'art. 3, comma 48, della Legge 23 dicembre 1996 n. 662
Fabbricati
vedi tabella moltiplicatori d'imposta

Aree fabbricabili
Valore venale in comune commercio al 1° gennaio dell'anno di imposizione avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di edificabilità, alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato della vendita di aree aventi analoghe caratteristiche

vedi tabella valori aree edificabili

Per conoscere la rendita catastale è disponibile sul sito dell'Agenzia del territorio un apposito servizio.
È sufficiente indicare nei campi di ricerca del modulo:

  • il proprio codice fiscale
  • gli identificativi catastali (Comune, sezione, foglio, particella)
  • la provincia di ubicazione di un qualsiasi immobile.

» Vai al servizio fornito dall'Agenzia del Territorio


Applicare l'aliquota

L'articolo 1, comma 380 della legge 228/2012 (legge di stabilità) ha abrogato la riserva in favore dello Stato (sul punto si veda anche la Risoluzione del Ministero Economia e Finanze numero 5/DF/2013 al paragrafo 1) e pertanto l'intero acconto dell'IMU va versato ora al Comune (codice tributo 3918).

L'acconto dell'IMU è stato sospeso per:

  • abitazioni principali e loro pertinenze, e relative pertinenze, escluse quel­le di lusso (categorie A/1, A/8 e A/9);
  • fabbricati rurali strumentali;
  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari;
  • alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi case popolari;
  • fabbricati rurali e terreni agricoli;

Pertanto, il 100% del gettito IMU non derivante dalle tipologie di immobile elencate sopra deve essere versato al Comune, fatta eccezione per gli immobili di categoria D per i quali è prevista la riserva dello Stato del gettito ottenuto con l'applicazione dell'aliquota standard dello 0,76%

Applicare l'aliquota e la detrazione per l'abitazione principale

Per l'abitazione principale e relative pertinenze vengono previste:

  • un'aliquota agevolata;
  • una detrazione d'imposta.

La detrazione di imposta va applicata fino a concorrenza del suo ammontare, rapportata al periodo dell'anno durante il quale si protrae la destinazione dell'immobile ad abitazione principale.
Ad esempio, se l'immobile posseduto dal contribuente per l'intero 2012 fosse destinato ad abitazione principale per soli 6 mesi, la detrazione deve essere applicata al 50% del suo ammontare.

Oltre che rapportata ai mesi di destinazione, la detrazione deve essere suddivisa, nel caso in cui vi siano più soggetti passivi che dimorano nell'immobile, in parti uguali tra loro, prescindendo dalle quote di proprietà o di diritto reale di godimento.
Ad esempio, qualora l'immobile fosse posseduto per intero nel 2017 ma da due contribuenti (uno con quota del 75%, l'altro con quota del 25%) la detrazione, per ciascuno dei due contribuenti, deve essere applicata al 50% del suo ammontare.
Ed ancora, qualora uno dei due contribuenti dell'esempio soprariportato non abitasse l'immobile che possiede (per una quota), la detrazione andrà applicata, per l'intero, dal contribuente che possiede l'immobile (sempre per una quota) a titolo di abitazione principale.

La detrazione viene maggiorata per un ammontare pari a 50 euro per ciascun figlio di età non superiore ai 26 anni, purché dimori abitualmente ed abbia la residenza anagrafica nell'unità immobiliare adibita ad abitazione principale. L'importo complessivo della maggiorazione non può comunque superare l'importo massimo di 400 euro.

La detrazione (e non l'aliquota) si applica anche alle seguenti tipologie di immobili:

  • unità immobiliari appartenenti alle cooperative edilizie a proprietà indivisa adibite ad abitazione principale dei soci assegnatari
  • alloggi regolarmente assegnati dagli Istituti autonomi per le case popolari.
Coniugi separati

L'assegnazione della casa coniugale al coniuge disposta a seguito di provvedimento di separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli effetti civili del matrimonio, si intende in ogni caso effettuata a titolo di diritto di abitazione.
Ciò implica che il coniuge al quale viene assegnata la casa coniugale dovrà versare l'I.M.U. relativa alla quota di cui rimane titolare il coniuge non assegnatario. Naturalmente, tale quota andrà assoggettata alla disciplina dell'abitazione principale.
Ad esempio, nel caso di due coniugi possessori di un immobile ciascuno con quota del 50%, il coniuge al quale viene assegnata la casa coniugale sarà tenuto a versare l'imposta considerando una quota di possesso del 100%. In tale caso, oltre ad applicare la detrazione prevista per legge, verrà anche applicata l'aliquota prevista per l'abitazione principale.

I mesi e le quote di possesso

Come per l'I.C.I. anche per l'I.M.U. l'imposta è dovuta per anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell'anno nei quali si è protratto il possesso; a tal fine il mese durante il quale il possesso si è protratto per almeno quindici giorni è computato per intero. A ciascun anno corrisponde una autonoma obbligazione tributaria.

Esempi:
Se il contribuente ha posseduto nel 2012 un immobile per soli 6 mesi l'importo dovuto andrà calcolato in ragione di 6/12, ovvero al 50%.

Se il contribuente ha posseduto un immobile al 50% con un altro contribuente (anche questo quindi titolare al 50%) e tale possesso si è protratto per soli sei mesi nel corso dell'anno l'importo dovuto andrà calcolato in ragione di 6/12, ovvero al 50%.

IMU 2020: Quando e come si paga
Nuova IMU 2020

Ai sensi di quanto disposto dalla legge di bilancio 2020, Legge 27 dicembre 2019, n. 160 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2020, Supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 304 del 30 dicembre 2019, Art. 1 commi 738/783, a decorrere dall'anno 2020, l'imposta unica comunale di cui all'articolo 1, comma 639, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, è abolita, ad eccezione delle disposizioni relative alla tassa sui rifiuti (TARI); l'imposta municipale propria (IMU) è disciplinata dalle disposizioni di cui ai commi da 739 a 783.


I contribuenti sono tenuti ad effettuare il versamento dell'imposta per l'anno in corso in due rate, scadenti la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre

Solo per l'abitazione principale e per le relative pertinenze, per i terreni e fabbricati agricoli, IL PAGAMENTO E' SOSPESO.

Il versamento dell'I.M.U. in acconto potrà avvenire esclusivamente tramite modello F24

Se l'importo da versare risulta, per effetto dell'applicazione delle aliquote e detrazioni inferiore a 10 euro, il contribuente non deve effettuare alcun versamento. Qualora l'importo da versare sia superiore a 10 euro, ma le singole rate risultino inferiori, il versamento deve essere effettuato in un'unica soluzione entro il 16 dicembre.

Tale importo si intende riferito all'imposta dovuta per l'intero anno e per l'intera unità immobiliare.

Il pagamento deve essere effettuato con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione è pari o inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo.

Sulle somme dovute per imposta non versate alle prescritte scadenze, si applicano gli interessi moratori nella misura pari al tasso legale vigente al 1° gennaio di ogni anno di imposizione, calcolati con maturazione giorno per giorno, con decorrenza dal giorno in cui sono divenuti esigibili.

Si considerano regolarmente eseguiti i versamenti effettuati da un contitolare anche per conto degli altri.

Si considerano altresì regolarmente eseguiti i versamenti effettuati a nome del proprietario defunto, fino al 31 dicembre dell'anno di decesso, purché l'imposta sia stata regolarmente calcolata. Gli eredi rispondono in solido delle obbligazioni tributarie il cui presupposto si è verificato anteriormente alla morte del dante causa.

Aliquote base
  • Abitazione principale e pertinenze/fabbricati rurali ad uso abitativo: 0,40%
  • Altri fabbricati, aree edificabili e terreni: 0,86%
  • Immobili non produttivi di reddito fondiario ai sensi dell'articolo 43 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica n. 917 del 1986: 0,86%
  • Immobili posseduti dai soggetti passivi dell'imposta sul reddito delle società: 0,86%
  • Immobili locati: 0,86

Codici tributo

IMU - Codici Tributo IMU per Modello F24

Per il 2013 i Codici Tributo dell'IMU sono i seguenti:

  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze (destinatario il Comune)
  • 3913 fabbricati rurali ad uso strumentale (destinatario il Comune)
  • 3914 terreni (destinatario il Comune)
  • 3916 aree fabbricabili (destinatario il Comune)
  • 3918 altri fabbricati (destinatario il Comune)
  • 3923 interessi da accertamento (destinatario il Comune)
  • 3924 sanzioni da accertamento (destinatario il Comune)

Nuovi Codici Tributo IMU istituiti con la Risoluzione 33/E del 21/05/2013 dall'Agenzia delle Entrate

  • 3925 denominato ''IMU - imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D - STATO''
  • 3930 denominato ''IMU - imposta municipale propria per gli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D - INCREMENTO COMUNE''

Per il 2012 (da utilizzare in caso di ravvedimento) i Codici Tributo dell'IMU sono i seguenti:

  • 3912 abitazione principale e relative pertinenze (destinatario il Comune)
  • 3913 fabbricati rurali ad uso strumentale (destinatario il Comune)
  • 3914 terreni (destinatario il Comune)
  • 3915 terreni (destinatario lo Stato)
  • 3916 aree fabbricabili (destinatario il Comune)
  • 3917 aree fabbricabili (destinatario lo Stato)
  • 3918 altri fabbricati (destinatario il Comune)
  • 3919 altri fabbricati (destinatario lo Stato)
  • 3923 interessi da accertamento (destinatario il Comune)
  • 3924 sanzioni da accertamento (destinatario il Comune)

Si precisa che in caso di ravvedimento le sanzioni e gli interessi sono versati unitamente all'imposta dovuta.

Codice catastale comune di Gavoi D947

In sede di compilazione del modello F24 i suddetti codici tributo sono esposti nella sezione ''SEZIONE IMU E ALTRI TRIBUTI LOCALI'' in corrispondenza delle somme indicate esclusivamente nella colonna ''importi a debito versati'' con le seguenti indicazioni:

  • nello spazio ''codice ente/codice comune'' è riportato il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, reperibile nella tabella pubblicata sul sito Internet www.agenziaentrate.gov.it. ;
  • nello spazio ''Ravv.'' barrare la casella se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • nello spazio ''Acc.'' barrare se il pagamento si riferisce all'acconto;
  • nello spazio ''Saldo'' barrare se il pagamento si riferisce al saldo. Se il pagamento è effettuato in unica soluzione per acconto e saldo, barrare entrambe le caselle;
  • nello spazio ''Numero immobili'' indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • nello spazio ''Anno di riferimento'' deve essere indicato l'anno d'imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio ''Ravv.'' indicare l'anno in cui l'imposta avrebbe dovuto essere versata.

RAVVEDIMENTO OPEROSO

Per chi, per vari motivi, non ha potuto pagare la prima rata dell'IMU entro la scadenza del 16 Giugno, è possibile ovviare a tale ritardo utilizzando il Ravvedimento Operoso.
Il Ravvedimento operoso consente al contribuente di pagare l'imposta dovuta con una piccola sanzione, ridotta rispetto alla sanzione normale. A seconda del ritardo il contribuente potrà pagare sanzioni ridotte ed interessi sulla base del numero di giorni di ritardo.
Il ravvedimento operoso è utilizzabile solo se la violazione non sia stata già contestata e comunque non siano iniziate attività amministrative di accertamento delle quali il contribuente abbia avuto formale informativa.

Ci sono tre tipologie di ravvedimento.
Ravvedimento Sprint: prevede la possibilità di sanare la propria situazione versando l'imposta dovuta entro 14 giorni dalla scadenza con una sanzione dello 0,2% giornaliero del valore dell'imposta più interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale del 2,50%. Il tasso di interesse può essere modificato dal Comune.
Ravvedimento Breve: applicabile dal 15° al 30° giorno di ritardo, prevede una sanzione fissa del 3% dell'importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale del 2,50%.
Ravvedimento Lungo: è applicabile dopo il 30° giorno di ritardo, ma comunque entro i termini di presentazione della dichiarazione relativa all'anno in cui è stata commessa la violazione.
Prevede una sanzione fissa del 3,75% dell'importo da versare più gli interessi giornalieri calcolati sul tasso di riferimento annuale del 2,50% (il tasso può cambiare a seconda del Comune).

Requisiti

I soggetti passivi dell’imposta sono: •I proprietari di immobili, inclusi i terreni agricoli e le aree edificabili, a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui produzione o scambio è diretta l'attività dell'impresa; •Il titolare di diritto reale di usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie su tali immobili. Nel caso di concessione su aree demaniali tenuto al versamento è il concessionario. Per gli immobili, anche da costruire o in corso di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo è il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la durata del contratto.

Costi

l'importo viene calcolato in base alla rendita catastale dei fabbricati oggetto di imposta N.B.: Sull'importo finale dovrà essere applicato l'arrotondamento, ai sensi di quanto previsto dalla Legge 296/2006 art.1 c.166: 'il pagamento dei tributi locali deve essere effettuato con arrotondamento all'euro per difetto se la frazione è inferiore a 49 centesimi, ovvero per eccesso se superiore a detto importo'.

Normativa

Art. 13 del Decreto Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214 e disciplinata dal medesimo articolo 13 e dagli articoli 8 e 9 del D. Lgs 14 marzo 2011, n. 23.

Documenti da presentare

LA DICHIARAZIONE DI IMPOSTA

I soggetti passivi dell'Imposta Municipale Unica devono presentare la dichiarazione di possesso o di variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'IMU:

Con il citato decreto, sono, altresì, disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione.

Restano ferme le disposizioni dell'articolo 37, comma 55, del decreto legge 4 luglio 2006, n. 223, convertito dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, e dell'articolo 1, comma 104 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e le dichiarazioni presentate ai fini dell'imposta comunale sugli immobili, in quanto compatibili.

Termini per la presentazione

 I soggetti passivi devono presentare la dichiarazione entro 90 giorni dalla data in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell'imposta, utilizzando il modello che sarà approvato con apposito decreto ministeriale.

La dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi sempre che non si verifichino modificazioni dei dati ed elementi dichiarati cui consegua un diverso ammontare dell'imposta dovuta. Con il citato decreto, sono, altresì, disciplinati i casi in cui deve essere presentata la dichiarazione.

Per gli immobili per i quali l’obbligo dichiarativo è sorto dal 1° gennaio 2012, la dichiarazione deve essere presentata entro il 04 Febbraio 2013

Incaricato

Responsabile del Procedimento IMU Dott.ssa Gianfranca Lucchette - Dott.ssa Francesca Cualbu

Tempi complessivi

-

Termini e modalità di ricorso

Ai sensi dell’art. 9, comma 5, del D.Lgs 23/2011 si applica all’imposta municipale propria l’istituto dell’accertamento con adesione, così come disciplinato dal vigente regolamento comunale in materia, emanato sulla base dei principi dettati dal D.Lgs 218/1997.

per maggiori informazioni vedi lo Statuto dei diritti del Contribuente

 

Note

CALCOLO DELL'IMPOSTA

Avvertenze

Il ''Calcolo IMU'' è un servizio gratuito offerto da www.riscotel.it esterno al nostro portale.
L'utente, con l'utilizzo di ''Calcolo IMU'', solleva l'Amministrazione Comunale da ogni responsabilità, implicita ed esplicita, derivante dal suo utilizzo.

L'utente è l'unico responsabile della correttezza dei calcoli e della compilazione del modello F24 ed è invitato a verificare sempre la correttezza dei calcoli prima di procedere con il pagamento.

Il Comune di Gavoi non è in alcun caso responsabile di eventuali disagi, danni e/o perdite economiche causati dall'uso del calcolatore IMU

  • Consultazione rendite catastali sul sito Agenzia delle Entrate
  • utilizza Calcolatore IMU

SPORTELLO IMU

Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi all'Ufficio tributi negli orari e al numero sotto riportato.

Telefono: 0784.53197- 53633- Email: finanze@comune.gavoi.nu.it - rag.gavoi@legalmail.it

Orari ricevimento al pubblico

dal Lunedì al venerdì : 10.30 - 13.30
Mercoledì : 16.00 - 18.00

DOCUMENTI UTILI

Regolamento IMU

Modulistica IMU

per maggiori informazioni visita il sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze

Documenti allegati

Documenti allegati
Titolo  Formato Peso
Regolamento IMU Formato pdf 383 kb
Elenco comuni montani Formato xls 2322 kb
Tabella moltiplicatori d'imposta Formato pdf 13 kb
Tabella valori aree edificabili agg. 2022 Formato pdf 216 kb
Modello dichiarazione IMU Formato pdf 557 kb
Istruzioni compilazione dichiarazione IMU Formato pdf 203 kb
Delibera approvazione aliquote IMU 2012 Formato pdf 35 kb
Autocertificazione inagibilità fabbricato Formato pdf 332 kb
Dichiarazione fabbricato inagibile con perizia Formato pdf 680 kb
Istruzioni compilazione dichiarazione IMU Formato pdf 203 kb
Modulo comodato gratuito Formato pdf 1317 kb
Tabella codici ICI-IMU-altri tributi Formato pdf 16 kb
Circolare del Ministero delle Finanze n. 9 del 1993 Formato pdf 94 kb
IMU_Circolare_n_3DF_Chiarimenti_Dipartimento_delle_Finanze_2012 Formato pdf 328 kb
Categorie catastali Formato pdf 90 kb
Statuto del Contribuente Formato pdf 41 kb

A chi rivolgersi

A chi rivolgersi - Referente
Ufficio/Organo: Entrate Tributarie
Indirizzo: Piazza S. Croce 1, 08020 Gavoi (NU)
Telefono: 078453197-53633
Fax: 078453263  
Email: finanze@comune.gavoi.nu.it
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